Sorpresa: in Italia i matrimoni crescono (e così pure le spese)

Sorpresa: in Italia i matrimoni crescono (e così pure le spese)

Tornano a crescere le unioni

Iniziamo proprio con l’analisi delle unioni, prendendo come fonte l’Istat e la sua indagine (con dati aggiornati alla fine del 2015): in un intero anno solare nel nostro Paese sono state registrate 194.377 unioni, con un aumento di circa 4.600 unità rispetto all’anno precedente. Secondo l’istituto di ricerca nazionale, si “tratta dell’aumento annuo più consistente dal 2008″ (seppur ancora lontani dai valori complessivi di quell’anno, ultimo prima della crisi, quando le nozze furono addirittura 246.613), e soprattutto una buona inversione di tendenza visto che, tra il 2009 e il 2014, “i matrimoni sono diminuiti in media al ritmo di quasi 10 mila all’anno”.

Inversione di tendenza (anche rispetto al resto del Mondo)

Impossibile non ipotizzare, a questo punto, un legame diretto tra la congiuntura economica negativa e il calo delle nozze, su cui comunque influisce anche un cambiamento delle abitudini culturali che arriva anche nel nostro Paese. Allargando brevemente l’orizzonte dei numeri, anche le Nazioni Uniti hanno studiato le dinamiche del tasso matrimoniale in circa 100 nazioni, rivelando che la quantità di matrimoni è nettamente scesa dal 1970 al 2005 in quattro quinti dei Paesi esaminati. Ad esempio, in Australia si è passati da 9,3 sposalizi per 1.000 persone del 1970 ai 5,6 del 2005, in Egitto dal 9,3 al 7,2, in Polonia dall’8,6 al 6,5 e in Italia dal 7,3 al 4,3 del 2005.

Le statistiche sui matrimoni in Italia

Tornando allo Stivale, l’Istat evidenzia come la ripresa dei matrimoni, seppur lieve, riguarda in maniera preminente le prime nozze tra sposi di cittadinanza italiana: nel solo 2015 si sono tenute 144.819 celebrazioni, dato superiore di duemila unità rispetto all’anno precedente e, ancora una volta, in opposizione alla tendenza (che ha visto calare di oltre 40 mila registrazioni questa tipologia di nozze tra 2008 e 2014). Tra le altre notizie “curiose”, gli sposi celibi hanno in media 35 anni e le spose nubili 32 (media in aumento di due anni rispetto al 2008), mentre gli sposi che scelgono il rito civile rappresentano ormai il 45 per cento del totale, sia per l’incidenza delle seconde nozze che per scelta precisa delle coppie.

Ma quanto costa un matrimonio in Italia?

Come dicevamo, questo quadro definisce un cambiamento in atto e non può essere slegato dall’analisi del “costo” del matrimonio: al di là delle difficoltà che le coppie hanno nell’immaginare, progettare e costruire la propria vita insieme, anche l’evento stesso ha un costo ben preciso e piuttosto pesante, come rivelano alcuni studi di settore. Per la precisione, una recente analisi di Compass e ProntoPro.it ha stimato che la media del prezzo di un ricevimento di nozze per circa 100 invitati (comprendente tutte le voci del caso, come abiti, catering, addobbi floreali e musica di accompagnamento) è di 15 mila euro, con notevoli differenze territoriali.

Un fattore rilevante per il sì

Ad esempio, il “sì” a Roma costa all’incirca 19 mila euro, mentre Campobasso è tra le province più economiche, con un conto che raggiunge “solo” i 13 mila euro. E a queste spese bisogna aggiungere ancora altri elementi, come l’eventuale noleggio della location, l’acquisto delle bomboniere e il viaggio di nozze, che fanno lievitare il tetto fin sopra ai 20 mila euro. Numeri che confermano la nostra tesi precedente, ma che evidentemente non rappresentano più un ostacolo insormontabile per le coppie; oppure, è lecito anche pensare che si stia diffondendo una certa tendenza al risparmio e alla preparazione fai da te per le nozze, seguendo alcuni dei trend del Web.

 


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