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Il matrimonio solidale fa tendenza: le novità per i futuri sposi

Organizzare un matrimonio solidale non vuol dire semplicemente scegliere delle bomboniere equo-solidali: quello che può essere un atto di generosità si trasforma, in questo caso, nell’organizzazione di vere nozze etiche. Abbracciare questo stile di matrimonio ti richiede una scelta di campo, corale e completa, un passo coraggioso che deve raccontare e rappresentare lo spirito della coppia, nella vita quotidiana così come nella giornata del Sì. Ma come dare vita ad un matrimonio solidale? Ecco per te qualche dritta imperdibile per fare le giuste valutazioni.

A piccoli passi si è andato pian piano affermando, oggi il matrimonio solidale è diventata una vera e propria tendenza. Una novità ben accetta anche dalla maggior parte dei wedding planner. I futuri sposi, infatti, possono scegliere di devolvere soldi a un progetto oppure utilizzare i servizi “etici” di un network di associazioni.
Ecco che, per un matrimonio solidale perfetto, bomboniere e partecipazioni sono fatte da disabili o da persone svantaggiate. I viaggi di nozze si scelgono tra quelli di turismo consapevole, mentre i costi per video e foto della cerimonia contemplano una quota per progetti nel Terzo Mondo. L’abito da sposa – finora segno di lusso e grazia – adesso diventa “equo” utilizzando tessuti naturali, come il lino grezzo, o derivati da sete ottenute con metodi di produzione in cui non vengono uccisi i bachi.

Insomma, fanno tendenza i matrimoni all’insegna della sobrietà e della solidarietà.
“Anche noi abbiamo deciso per un matrimonio con una forte componente di solidarietà – spiega all’Ansa Carmine Sirimarco, uno sposo imprenditore nel settore della formazione con agenzie attive in Italia e all’estero -. Utilizzeremo i vari servizi offerti, e in più sappiamo che una quota di quanto da noi speso andrà a un’associazione che ci piace molto, la Veronica Sacchi Onlus”. Si tratta di un’organizzazione attiva nell’animazione ospedaliera e pediatrica, i cosiddetti ‘nasi rossi’ che si recano nei reparti a tirare su il morale ai pazienti, in particolare bambini, o agli anziani nei centri, e ai disabili.
Inoltre, ad esempio, è possibile optare per un vestito fatto da donne svantaggiate, o profughe. Ecco che l’abito da sposa si trasforma in una storia, riassunta nel marchio ‘Indossostorie’. “Questa attività permette di offrire a persone indigenti alimenti di altissima qualità quali sono quelli cucinati negli eventi, oltre che dare grande gratificazione per la buona azione effettuata e un ritorno di immagine favorevole nei confronti degli invitati”.
Infine, idee innovative anche per la luna di miele. “In questo momento ad esempio – spiega Pietro Alemanni, di Etnia srl, una società della provincia di Treviso che si occupa di viaggi – stiamo proponendo per ogni viaggio di nozze o in Kenya, di diventare genitori adottivi per un anno di un cucciolo di elefante o di rinoceronte nell’ambito del progetto Pengolifeproject”.

(Fonte: Gds)


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