Matrimoni, aumenta la spesa per festeggiare al Sud

Matrimoni, aumenta la spesa per festeggiare al Sud

Sempre più stranieri scelgono Campania e Puglia. E si crea anche nuovo lavoro

Il wedding planner campano non risente della crisi dei matrimoni. Un po’ perché, statistiche alla mano, al Sud nel fatidico “sì” si crede più che al Nord; un po’ perché i professionisti del settore sanno organizzare eventi che permettono di sentirsi davvero protagonisti assoluti. È il caso della Cira Lombardo Srl, con sede a Sperone (Avellino), che da oltre 15 anni investe sul business dei “fiori d’arancio” anche per la crescita del territorio. E dai numeri sembra una scommessa vinta: «Il nostro fatturato è passato dai 20mila euro l’anno degli esordi al milione di euro di oggi», dice la titolare Cira Lombardo. Ma il core business della società non è solo l’altare. Nei circa 30 eventi organizzati ogni stagione rientrano battesimi, comunioni, compleanni e ricorrenze importanti per le coppie, di fatto mai abbandonate dal loro “giorno più bello”. Un lavoro che ha permesso di creare una rete di collaborazioni e contatti tra centinaia di professionisti.

È del 14 novembre il Weddings Luxury Awards, organizzato alla Mostra d’Oltremare di Napoli, che ha coinvolto 70 aziende con un fatturato totale di circa 80 milioni di euro l’anno. Parliamo di flower designer, società di catering, artisti e agenzie di animazione, fotografi, make up artist, beauty agency, fuochi piromusicali e balloon art. E ancora, service audio e luci, noleggi di auto di lusso, brand di bomboniere, gioielli, confetti, tipografie, pelletterie e, naturalmente, aziende che producono abiti da cerimonia.

Ma dietro fiocchi, lustrini e orchidee c’è molto lavoro: «Lo stress e l’impegno per rispettare le scadenze è tanto – prosegue Lombardo -, ma è un sacrificio, fatto anche per creare nuovi posti di lavoro per le generazioni future, in un settore che in Italia, se si considerano i destination wedding e i servizi correlati, vale circa 5,5 miliardi di euro». Del resto un sì con vista sul Duomo di Milano, sulla laguna veneziana, all’ombra dei Faraglioni o sullo sfondo degli Uffizi ha un valore aggiunto. Nel rapporto Destination Wedding del Centro Studi Turistici di Firenze, si trova la classifica delle destinazioni più gettonate dagli stranieri per scambiarsi la fede nel 2018: sul podio c’è la Toscana, con il 31,8% dei matrimoni, seguita dalla Lombardia (16%) e dalla Campania – dove la località preferita è Ravello – al terzo posto con il 14,7 per cento.

In base ai dati Compass e Pronto Pro gli italiani per le nozze spendono in media 16mila euro, mentre chi promette in un’altra lingua arriva fino a 54mila, con un numero medio di invitati di 49,6 e festeggiamenti prima e dopo l’evento. Nel top della spesa troviamo gli inglesi (27,6%), seguiti dagli americani (21,2%) e dagli australiani (8,9%). In aumento gli introiti da Cina e Russia, ma anche da Francia e Paesi Bassi. Il margine di crescita della domanda oscilla tra il 5 e il 10% per il 2019 e il 2020, con un incremento maggiore previsto proprio al Sud, soprattutto in Campania e Puglia.  Tra i momenti memorabili anche la richiesta della “mano”: il più “originale”, quello fatto sul punto più alto della London Eye, da un promesso sposo che soffriva di vertigini. A svenire, dopo la proposta, è stato lui. Una prova d’amore immortalata dai turisti cinesi in cabina. La gigantografia del “mancamento” sarà esposta nel salone della festa di nozze.


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